Uno sguardo all’Associazione delle Dimore Storiche Francesi “La Demeure Historique” in occasione del suo 90° anniversario – novembre 2014

Immagine dimore francesi

Quest’anno, celebrandosi il suo novantesimo anniversario, la Demeure Historique ha voluto invitare al proprio 90° Congresso Nazionale annuale tutti noialtri rappresentanti delle singole associazioni (i cosiddetti Governors) aderenti alla E.H.H. European Historic Houses, la Confederazione tra le nostre consorelle d’Europa.

 

Incuriosito dal prestigio che la Demeure Historique (DH) gode tra di noi, ho voluto accettare l’invito: così ho trascorso l’intera giornata del 28 novembre nel Palais Brogniart a Parigi, già Palazzo della Borsa.

 

Ho piacere di riferirne ai Consoci di A.D.S.I.: alcuni spunti potrebbero essere utili alla nostra attività.

 

Intanto sottolineo l’altissima partecipazione all’evento: circa 550 Soci, intervenuti da tutta la Francia.

 

Come da noi, tutti un po’ attempati!!

 

Numericamente DH è come A.D.S.I.: circa 3000 Soci proprietari. Non vi sono i Soci aderenti “amici delle dimore storiche”. Le differenze stanno nel fatto che ben 1300 di essi sono proprietari di Dimore Storiche aperte al pubblico, come veri e propri musei. Non esiste quasi la fattispecie di dimora cittadina e quindi si tratta di ville, castelli, ex conventi, cascinali.

 

Un insieme molto attivo e professionale: gestire una dimora storica aperta in al pubblico in permanenza è come amministrare un’azienda.

 

Sulla D.H. avevo dedotto molte informazioni dalla loro presenza agli annuali incontri di E.H.H. e dal loro sito www.demeure-historique.org

 

Altra cosa è ascoltare e parlare direttamente con le persone, come ho potuto fare a Parigi. Intanto qualche idea sulla riunione parigina. Era organizzata in una sala congressi dotata di tutti gli impianti necessari per la buona conduzione di riunioni. Poltrone comode che ci hanno facilitato la lunga giornata, iniziata alle 9:00 del mattino fino alle 17:30. Ottima la regia delle immagini proiettate su più schermi. Di questo ormai non se ne può fare a meno, ma la regia deve essere perfetta.

 

Lo schema della riunione è stato quello tipico delle Assemblee sociali. Anche …. sono riusciti a rispettare tutti gli orari programmati!!

 

Si è iniziato con un sintetico rapporto sull’attività del sodalizio e sulle ultime iniziative di D.H., chiamata recentemente ad una vera lotta contro l’abnorme diffusione dei tralicci per l’energia eolica, in disprezzo del paesaggio e del contesto delle dimore storiche.

 

Naturalmente grande preoccupazione per l’attuale congiuntura economica e per le difficoltà a mantenere un accettabile regime fiscale.

 

Il Presidente de Lambertye ha citato e ringraziato per la partecipazione il Presidente E.H.H (Rodolphe De Looz Corswarem) ed il sottoscritto, unici rappresentanti presenti delle altre associazioni europee.

 

Poi il bilancio economico. E’ un po’ più ricco del nostro, sia pure a parità di quota sociale. Va detto che la quota sociale resta tutta alla Segreteria Nazionale, ospitata a Parigi in un edificio di proprietà: l’Hotel de Nesmond. In periferia essi hanno soltanto Delegati, senza allocazione di fondi, come avviene in A.D.S.I. in favore delle Sezioni.

 

Il tema trattato successivamente è stato quello del passaggio generazionale. Preoccupazione principale: gli eredi degli attuali proprietari, dovendo vivere realtà ben diverse nell’attuale mondo globalizzato, non acquisiscano l’attaccamento alla tradizione famigliare e la grande passione necessari per proseguire nel lavoro di conservazione e di valorizzazione delle proprie dimore, quando verrà il loro momento. Molti interventi anche dalla platea. Infine la relazione di tre giovani proprietari che, con passione, si sono dedicati alla valorizzazione delle proprie dimore.

 

La mattinata è terminata con CARTE BLANCHE: relazioni a tema libero di uno scrittore, già ambasciatore di Francia all’UNESCO, del Presidente della banca BNP Paribas e del Presidente delle assicurazioni AXA.

 

Tutte esposizioni molto efficaci sull’importanza del sistema delle dimore francesi, sulla necessaria passione dei proprietari nel dare un’anima e nel far vivere i propri monumenti. Attimi di vero e proprio lirismo ed applausi a scena aperta.

 

Il Governo francese era rappresentato dal Direttore Generale dei Beni Culturali, mentre non è avvenuto il tradizionale intervento del Ministro della Cultura. L’attuale ministro, la signora Fleur Pellerin, era stigmatizzata da tutti dopo una sua dichiarazione “di non poter dedicare alcun momento del suo tempo alla lettura di libri”.

 

Nel pomeriggio vi è stata la ricchissima premiazione dei proprietari meritevoli: ben 21 dimore storiche, sapientemente dosate su tutto il territorio francese. Hanno ottenuto premi in denaro per un totale di 270.000 euro. Altri due premi simbolici sono andati ad autori di pregevoli volumi.

 

Per gestire le donazioni ed i relativi premi alcuni anni orsono è stata istituita una specifica fondazione, che cura sponsor e mecenati. Principale mecenate è un gruppo statunitense: la French Heritage Society.

 

Ecco alcune ulteriori annotazioni: • L’Assemblea è stata preceduta da un articolo di mezza pagina di LE FIGARO del 27 novembre. • I nomi dei Soci sono sempre seguiti dalla denominazione della dimora di proprietà. • Nella sua esistenza di 90 anni la D.H. ha avuto soltanto 5 presidenti; de Lambertye , è in carica dal 2001. Nel corso del Congresso sono state fatte le votazioni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione: de Lambertye (attualmente 54 anni) è uno dei candidati e sicuramente verrà confermato alla Presidenza. • Commovente la rievocazione dei Soci defunti nell’ultimo anno, con la proiezione dei loro nominativi e della dimora di proprietà. In particolare quella di una Socia assassinata da uno squilibrato nel proprio castello. • Ho avuto modo di conoscere un giornalista che è Presidente di A.J.P. Association Journalistes Patrimoine (http://www.journalistes-patrimoine.org/). Una simile associazione tra giornalisti i specializzati in beni culturali non esiste in Italia. Ci sarebbe utilissima. Nel complesso sono stato veramente contento di aver potuto vedere così da vicino la nostra consorella di oltralpe. Spero che chi mi legge apprezzi questa cronaca.

 

Niccolò Rosselli Del Turco.