Presentazione volume “Le Dimore di Pistoia e della Valdinievole” – maggio 2005

dimore di pistoia 2005

A meno di due anni dallo svolgimento del convegno: Le dimore di Pistoia e della Valdinievole. L’arte dell’abitare tra ville e residenze urbane promosso ed organizzato dalla sezione Toscana dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, esce il corposo volume degli Atti, curato da Emilia Daniele, con il coordinamento scientifico di Gabriele Morolli.

 

Gli Atti registrano il plauso che l’iniziativa ha riscosso sin dalle fasi organizzative, quando ha visto aderire al programma un numero davvero cospicuo di studiosi, provenienti da diversi ambiti disciplinari, dalla storia dell’architettura e dell’arte alla musica, dalla letteratura all’economia, dall’archivistica all’arte dei giardini, esponenti non solo degli organi ‘ufficiali’ della cultura (università e tutela dei beni culturali) ma anche dalle istituzioni locali, oltre che ricercatori autonomi, consentendo di abbracciare un più ampio raggio di argomenti legati all’arte dell’abitare, affrontati con diversi tagli critici e vari livelli di approfondimento.

 

Il sommario rispecchia questo variegato e concentrato panorama, dove l’arte dell’abitare è il leitmotiv a cui si accordano i circa quaranta interventi suddivisi nelle tre sezioni dedicate rispettivamente all’architettura; al territorio, ai materiali dell’architettura e al restauro; e infine a una categoria più ampia di temi e problemi legati, appunto, all’abitare.
Come è caratteristica degli Atti di un Convegno, i singoli contributi costituiscono approfondimenti monografici, spesso autonomi gli uni rispetto agli altri: in alcuni casi aprono a nuovi percorsi di ricerca, in altri offrono aggiornamenti ad argomenti già noti; è anche per ricondurre ad unità la varietà dei temi proposti che il volume si apre con una efficace e sintetica prolusione di Leonardo Rombai, il quale precisa tempi e modi di costituzione del territorio pistoiese e della Valdinievole, delineando nel tempo i fattori socio-economici, politici e geografici che ne hanno definito l’identità.

La Sezione Architettura affronta con gli interventi di Gabriele Morolli in primis e poi di Emanuele Barletti il rapporto (e il debito) con la vicina e ‘ingombrante’ Firenze del ‘moderno’ lessico architettonico classicistico con cui, a partire dall’ultimo quarto del XV secolo, si ornano le facciate dei palazzi pistoiesi, per soffermarsi, con il saggio di Michael Kiene, sul particolare caso della Pia Casa di Sapienza, moderna tipologia architettonica che proprio a Pistoia, grazie a Nanni Unghero, vede maturare quelle caratteristiche formali (quale il fronte ornato da portici a piano terra) che poi ricorreranno nella successive realizzazioni di edifici universitari rinascimentali (vedi ad esempio il caso di Bologna).
Giuseppina Carla Romby segue le varie fasi di trasformazione della Villa di Montevettolini da “Rocca a Palazzo di S.A.R.”, a partire dagli ultimissimi anni del XVI secolo fino alla metà del XVII, quando in massima parte l’intera proprietà, prima destinata dai Medici a casino di caccia, viene acquisita dalla famiglia Bartolomei e attrezzata a centro produttivo di una vasta aggregazione di poderi, rendendo necessari più lunghi soggiorni da parte dei nuovi proprietari che abbellirono, ammodernarono e resero più efficienti gli ambienti della villa, come testimonia l’inventario degli arredi fissi e mobili riportato in appendice.

Gli interventi di Federico Ceccanti, di Laura Dominici e di Giuliana Bonacchi Gazzarrini affrontano questioni architettoniche legate ad uno dei massimi personaggi della storia pistoiese: Niccolò Puccini, indagando rispettivamente le modificazioni del palazzo di città ove Niccolò “nel 10 giugno 1799 veniva alla luce del mondo” (Ceccanti), descrivendo ambiente per ambiente quali personaggi e quali temi iconografici animano le pareti affrescate della Villa di Scornio (Dominici), per accompagnarci infine in un viaggio suggestivo e ‘romantico’ fra le fabbriche pittoresche del suo meraviglioso parco (Bonacchi Gazzarrini).

Alla cultura eclettica di fine Ottocento sono dedicati i contributi di Gianluca Chelucci e di Simone Martini, che affidano alla descrizione delle ville di Cozzile, Vaioni e Papiano il compito di far luce su un particolare momento della storia del gusto in Toscana legato alla presenza di personalità innegabilmente originali, quali Angelo De Gubernatis, Edoardo Philipson e Laura Towne Merrick, che trovarono nel territorio pistoiese il clima ideale per esplicitare quel mito del ‘vivere nella campagna toscana, fondendo al genius loci un’estetica delle dimore più prettamente anglo-americana e cosmopolita.

Ancora di ville e villini trattano i saggi di Andrea Ottanelli, Claudia Massi, Gianluca Belli, Giovanni Bassi, i cui interventi spaziano da temi specialistici quali l’adeguamento di dimore signorili a strutture sanitarie provinciali (Ottanelli), alla ‘trasformazione’ di Montecatini per opera dei numerosi interventi di Giulio Bernardini (Massi) e del suo allievo Raffaello Brizzi (Belli), fino ad indagare il rapporto fra residenza e territorio nell’interpretazione del grande architetto pistoiese Giovanni Michelucci (Bassi). Passaggi di proprietà e vicende familiari emergono poi dai contributi di Marina Gennari e Chiara Gesualdo, e di Camilla Pagnini, che rispettivamente affrontano il caso della Villa di Montebuono a Pistoia e di quella di Casa al Bosco.

La Sezione Architettura si chiude infine con tre interventi dedicati ai giardini: Daniela Lamberini e Barbara Giannessi descrivono vicende storiche, caratteristiche formali ed essenze del verde pubblico e privato nel centro storico di Pescia; Luigi Zangheri segnala pregevoli testimonianze di arte dei giardini a Pistoia, denunciandone allo stesso tempo il riprovevole stato di abbandono. Alla straordinaria poesia dei giardini di Pietro Porcinai è infine dedicato il saggio di Mariachiara Pozzana.

La Sezione Territorio, Materiali, Restauro offre in apertura uno sguardo all’interno dell’Archivio di Stato di Pistoia, dove sono conservati Campioni e Cabrei descrittivi delle proprietà urbane e rurali pistoiesi e valdinievoline, vere e proprie rappresentazioni cartografiche ricche di informazioni non solo appunto sulla gestione del territorio ma anche sull’evoluzione delle tecniche di misurazione (Carlo Vivoli). Alberto Maria Onori, Luigi Salvagnini, Rossano Pazzagli e Claudio Rosati guardano al territorio, soprattutto valdinievolino, consentendo al lettore di comprendere i motivi di un determinato assetto del paesaggio umanizzato, di riconoscere le costanti tipologiche degli insediamenti e le caratteristiche delle dimore rurali in un arco di tempo che, con qualche discontinuità, va dal Medioevo al XIX secolo.
Agli aspetti tecnici del costruire sono infine dedicati i saggi di Nicola Bottari Scarfantoni e di Ferruccio Capecchi, che rispettivamente ci fanno notare alcune particolari apparecchiature murarie delle cortine laterizie medievali di Pistoia e quali siano le pietre da costruzione e da ornamento maggiormente adoperate nei monumenti pistoiesi. Domenico Taddei, dopo un breve excursus sulla storia delle mura di Pistoia, segnala la necessità di recuperare e restituire alla città un rapporto più partecipato con il perimetro e con le strutture fortificate ancora presenti.

La terza e ultima Sezione, infine, non a caso dedicata a ‘L’abitare: temi e problemi’, è forse quella che, sebbene inevitabilmente più frammentaria, maggiormente entra nel cuore dell’argomento del Convegno: l’arte dell’abitare, infatti, è indagata attraverso casi che possono illustrare che tipo di vita poteva essere condotta all’interno della città e delle abitazioni ad esempio nel Medioevo (Alberto Cipriani); o da quali influenze fosse determinato il gusto dominante nelle decorazioni pittoriche (Perla Cappellini) o a stucco (Francesco Quinterio) delle dimore fra Sei e Settecento a Pistoia o (Emanuele Pellegrini, Andrea Menzione) in Valdinievole, dove ancora oggi ‘si scoprono’ non solamente esempi di decorazioni pittoriche di straordinario valore artistico profusi in ville e palazzi sorprendentemente poco o affatto studiati dalla critica, ma anche inventari e testamenti di notevole interesse documentario dai quali è possibile ricostruire materiali, colori, soggetti, qualità e quantità degli arredi; o, ancora, (Claudio Rosati) esemplificata (l’arte dell’abitare) attraverso un caso ancora più singolare, nel senso di singolo, indipendente: quello di Ferdinado Martini, e della sua casa-rifugio/casa-museo poco fuori Monsummano, dove l’eclettismo del proprietario si riflette nello stile della dimora voluta dal letterato in stile neorinascimentale. Per passare poi a Guglielmo Bonacchi che in prima persona espone l’esperienza diretta del restauro del Pantheon degli Uomini Illustri nel Parco di Scornio, sottolineando le difficoltà, la passione e la responsabilità con cui il proprietario di un bene privato ma di valore monumentale affronta interventi così complessi.

E ancora, la passione di un singolo cittadino, Mario Lapini, proprietario di Palazzo de’ Rossi dal 1955, emerge dal contributo di Piero Santini, che celebra il canonico per aver inaugurato nel Salone delle feste del palazzo una ad oggi rinomata stagione di concerti di musica da camera, fino ad allora del tutto negletta a Pistoia.
Infine il caso eclatante di Giuliano Gori e del suo Parco di Celle, dove entusiasmo per arte e tutela della natura si fondono rispettosamente, dando vita ad uno straordinario e pionieristico esempio di arte ambientale, la cui fama ha superato da tempo i confini territoriali.
Infine, in chiusura, un contributo che offre un significativo panorama sulla consistenza del patrimonio architettonico della provincia di Pistoia, con allegato un dettagliato elenco delle ville di interesse storico, artistico e documentario (Patrizia Vezzosi).
Il Convegno pistoiese e i relativi Atti costituiscono la seconda tappa, dopo quella senese ( Le dimore di Siena. L’arte dell’abitare nei territori dell’antica repubblica dal Medioevo all’Unità d’Italia Siena, Palazzo Chigi Saracini, 27-29 settembre, Montepulciano, Teatro Poliziano, 30 settembre 2001. Atti a cura di Gabriele Morolli, Firenze, Alinea, 2002) di una iniziativa che si propone di coprire, sotto l’egida di questo particolare taglio tematico, l’intero territorio toscano: il calendario dell’Associazione, infatti, già prevede per l’ottobre 2005 il prossimo Convegno, che si svolgerà e sarà interamente dedicato questa volta alla città di Lucca, dove ci auguriamo possa riscontrare il medesimo successo e registrare la stessa affluenza di pubblico, sempre numeroso e attento tanto a Siena quanto a Pistoia; indice di gradimento dell’iniziativa testimoniata, fra l’altro, dalla disponibilità sia degli enti pubblici che di privati di ospitare le giornate del Convegno in sedi prestigiose quali, nel caso di Pistoia, il salone del Palazzo dei Vescovi (26, 27, 28 marzo 2003) e gli spazi della Villa di Celle (29 marzo 2003), con visite e colazioni gentilmente organizzate nelle proprie dimore dai soci dell’Associazione, come ad esempio nel suggestivo Pantheon degli Uomini Illustri del Parco di Scornio o nel Parco di Celle, dove i Convegnisti hanno avuto, quali Ciceroni d’eccezione, gli stessi, gentili e competenti ad un tempo, padroni di casa.
(Comunicato redatto dalla Dott.ssa Emilia Daniele – Curatrice degli Atti)
Firenze – Gennaio 2005
Le dimore storiche di Pistoia e della Valdinievole
L’arte dell’abitare tra ville e residenze urbane

Volume realizzato dalla sez. Toscana dell’Associazione Dimore Storiche Italiane
Formato 21×30, con 368 pagine di testi e illustrazioni, confezionato in tela con sopracoperta a colori Edizioni Alinea Editrice
€ 55,00
Allegati utili:

Presentazione atti del convegno
Alcune riflessioni di Gabriele Morolli
Giovedì 5 Maggio 2005 – Palazzo De’ Rossi in Pistoia