Beni culturali d’Europa: stiamo assistendo ad un cambio nella politica dell’Unione Europea?

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Ecco i fatti.  All’inizio dello scorso maggio mi sono recato a Vienna per l’Assemblea annuale di EUROPA NOSTRA. Si tratta di una federazione pan-europea che rappresenta un movimento di cittadini per la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale dell’Europa.Questo movimento si confronta con organismi internazionali specifici, in particolare l’Unione Europea, il Consiglio d’Europa e l’UNESCO.

 

Avevo già partecipato altre volte ai loro appuntamenti annuali: Venezia, Taormina, Malta. Anche a Vienna mi sembrò che continuasse il solito schema auto-celebrativo di quella federazione, che, ricordo, nacque nel 1963 su iniziativa di ITALIA NOSTRA. Manifestai qualche perplessità alla Segretaria generale Sneška Quaedvlieg-Mihailovic (Serba) ed al Presidente esecutivo, l’amico Denis de Kergorlay (già Presidente della Associazione nostra consorella francese La Demeure Historique).

 

Essi cercarono di rassicurarmi sulle attività della federazione e mi comunicarono che la loro azione stava dando importanti risultati nell’ambito della Unione Europea.

 

L’idea, molto semplicemente, sarebbe questa. La UE trova gravi difficoltà su numerose delle proprie politiche da parte di alcuni Stati membri. Uno dei temi in cui  si trova sempre e facilmente l’unanimità tra gli Stati è quello della politica culturale. Quindi, a detta dei miei interlocutori, la politica UE sarebbe cambiata a breve per quanto riguarda la Conservazione e la Valorizzazione dei beni culturali, che fin qui sono stati particolarmente negletti, in primis per l’atteggiamento avverso di alcuni paesi nordici.

 

Di lì a pochi giorni è venuta una prima conferma. Il Consiglio dei Ministri UE della Cultura (che detiene il potere legislativo insieme al Parlamento europeo), riunito il 20 maggio 2014, ha approvato  una Conclusione in cui dichiara che il patrimonio culturale è una risorsa strategica per l’Europa.

 

In particolare la Conclusione invita gli Stati membri e la Commissione Europea (che detiene il potere esecutivo in Europa)  a mobilitare le risorse disponibili per sostenere,valorizzare e promuovere i beni culturali con sistemi integrati e collettivi, prendendo in considerazione le componenti culturali, economiche, sociali, ambientali e scientifiche del problema.

 

La Commissione Europea non si è fatta attendere ed il 22 luglio 2014 ha diramato al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni una Comunicazione dal titolo VERSO UN APPROCCIO INTEGRATO AL PATRIMONIO CULTURALE EUROPEO.

 

Si tratta di un documento molto lungo e complesso, ma in cui non mancano spunti e principi che saranno fondamentali negli anni a venire per una nuova politica della conservazione da parte della Unione Europea, che finora ne era quasi del tutto priva.

 

Il documento conclude: La Commissione invita ora tutte le parti interessate a riflettere insieme sulle modalità da adottare per un migliore coordinamento delle politiche pubbliche a tutti i livelli, compreso il livello della UE, al fine di estrapolare il valore della sostenibilità a lungo termine dl patrimonio culturale dell’Europa e di sviluppare un approccio più integrato alla sua conservazione e valorizzazione.

 

Fin qui molte belle frasi, molta accademia e teoria. Ma normalmente in casa Europa a queste enunciazioni di principi seguono fatti.

 

Ad esempio da molto tempo tutti noialtri operatori di conservazione, ed in primis la nostra E.H.H. (Federazione europea delle associazioni nazionali di proprietari di Dimore Storiche), ci battiamo per ottenere una riduzione sulla IVA per i restauri. Ricordo che la IVA è una tassa regolamentata dalla UE. Recentemente si sono registrate alcune avvisaglie di accoglimento delle nostre istanze. Sarà finalmente la volta buona affinché si pervenga all’abbattimento di questo balzello, in base al quale il fisco si prende il 22% delle sponsorizzazioni per qualsiasi tipo di restauro di beni artistici notificati?

 

La Comunicazione della Commissione Europea è stata presa in esame nel corso dell’Assemblea annuale della E.H.H., che si è svolta recentemente a Lisbona. Vi ho partecipato in rappresentanza di A.D.S.I.

 

I commenti al nuovo corso europeo sono stati unanimemente positivi. Analoghi commenti positivi si sono registrati nel Convegno internazionale “Misurare gli impatti della valorizzazione del patrimonio culturale” organizzato dal Ministero beni culturali il 13 e 14 ottobre a Roma presso le Terme di Diocleziano.

 

Attendiamo fiduciosi.  L’impegno di questa nostra A.D.S.I. e della E.H.H. dovrà svilupparsi molto più intensamente anche a Bruxelles!

 

Considerazioni del Presidente A.D.S.I. Toscana Niccolò Rosselli del Turco

 

Allegati utili:

– Conclusioni sul patrimonio culturale come risorsa strategica per un’Europa sostenibile 

Comunicazione della Commissione al Parlamentto Europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni