Antonio da Sangallo il Giovane – settembre 2016

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“Grandiosa e bella fabbrica, della quale s’ignora l’architetto“, le conclusioni del Guardabassi (1872), sembrano essere tuttora in gran parte condivisibili. L’autore, nel senso di progettista, del palazzo Cesi di Acquasparta, non è stato fin qui individuto; né è del tutto completa la storia della sua realizzazione che interess tuttavia, certamente, il periodo 1565/66-1579; tradizionalmente ricondotto al Vignola (nome troppo spesso utilizzato, nel periodo del cantiere di Caprarola, per attribuire la partenità di edifici del viterbese e zone limitrofe), il palazzo è stato poi associato (1931) al nome di Guidetto Guidetti, per il passo, certamente tutto da interpretare, di una lettera inviata nel 1561 da un agente del Comune di Rieti ai Priori di quel Comune; e quindi (1934) al nome del lombardo Giovan Domenico Bianchi, che le ricerche di archivio di uno storico locale, Angelo Biagetti, hanno con sicurezza individuato come l’architetto della fabbrica del palazzo dei sig.i. Cesi, che però sembrano portare (come preciserà lo stesso Biagetti) alla sua identificazione, fondamentalmente, come esecutore (capo cantiere), e non come progettista (autore) dell’opera.

 

Una più attenta contestualizzazione della fasi relative alla realizzazione dell’edificio, alla vita del suo probabile e non discusso primo proprietario, il cardinale Federico Cesi (1500-1565) e, soprattutto, agli elementi stilistici della costruzione, lasciano intendere e sembrano portare ad altra, ben più importante figura di architetto cinquecentesco, con il riannodarsi della ideazione e progettazione di palazzo Cesi ad un celeberrimo episodio della storia dell’Umbria.

 

Il volume è stato patrocinato dall’A.D.S.I. Umbria e curato dal Consigliere Giorgio de Petra – info pubblicazione: gdepetra@studiodepetra.it 

QUI L’Introduzione