“12” restauri: Palazzo Gondi – Firenze

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Alle spalle di Palazzo Vecchio, in piazza San Firenze, in posizione di prestigio e rappresentanza, sorge uno degli imponenti palazzi rinascimentali fiorentini: Palazzo Gondi.

 

Giuliano Gondi il Vecchio, mercante, battiloro e banchiere nella metà del XV secolo, dopo aver acquistato e fatto demolire un lotto di case nel quartiere Santa Croce, in una delle quali visse la sua “benaugurata giovinezza” Leonardo da Vinci, diede inizio, nel 1489, alla costruzione della sua nuova dimora.

 

Il palazzo, opera dell’architetto Giuliano Sangallo, si allinea alla tradizione dei grandi palazzi fiorentini, come Palazzo Strozzi e Riccardi, ma con una rilettura stilistica innovativa: il cortile centrale, monumentale e porticato su tutti i lati è il perno della costruzione; la facciata è disegnata su tre ordini digradanti di bugnato in pietra forte ed impreziosita dall’inusuale disegno a raggiera delle finestre.

 

Per abbellire il porticato Giuliano Sangallo colloca una statua romana del II sec. d.C. che raffigura il Senatore Macrino, grande generale e fondatore delle Terme di Firenze, mentre nel Seicento è stata aggiunta una fontana marmorea che sfruttava, per concessione granducale, l’acqua proveniente dal Giardino di Boboli.

 

Nei secoli, i membri della famiglia Gondi che si susseguirono nel possesso del palazzo, a secondo del gusto e dell’urbanistica del tempo, hanno modificato, arricchito o restaurato la dimora che resta ad uso esclusivamente privato fino XX secolo, quando Amerigo Gondi, detto Bibi, per fronteggiare gli ingenti danni dell’alluvione decide di destinarlo ad uso commerciale e di trasferirsi dal piano nobile all’ultimo piano, modificato in un attico con terrazzo con vista panoramica.

 

Nel 2005 Bernardo Gondi eredita dal cugino il palazzo che si trova in un sufficiente stato di conservazione ma che necessita, per ritornare al suo splendore rinascimentale, di un attento e impegnativo restauro seguito dall’architetto Paolo Fiumi.

 

Pellegrino Capobianco